USO OSPEDALIERO
Zenapax Roche
flac. e.v. 25 mg 5 ml
3 flac. e.v. 25 mg 5 ml | € 440,98
€ 1180,56 |
Si tratta di un anticorpo monoclonale chimerico approvato per la prevenzione del rigetto di trapianto renale.
Rispetto al basiliximab, il daclizumab è maggiormente "umanizzato" essendo costituito da una sequenza aminoacidica per il 90% di origine umana e per il 10% di origine murina.
L'aggiunta di daclizumab (1 mg/kg), impiegato prima del trapianto e successivamente a settimane alterne per un totale di 5 somministrazioni, ad un trattamento comprendente ciclosporina e prednisone (eventualmente azatioprina) comporta una riduzione della percentuale dei rigetti a 6 mesi dal trapianto, in misura analoga a quanto ottenuto con basiliximab.
A distanza di un anno, il tasso di sopravvivenza dell'organo trapiantato non risulta però superiore rispetto alla terapia antirigetto convenzionale.
Come per il basiliximab, il profilo di tollerabilità ad un anno è buono: non si registra un aumento delle infezioni opportunistiche né di tumori.
Mancano studi comparativi con altri immunosoppressori, in particolare col basiliximab, che ha lo stesso meccanismo d'azione e analoga efficacia clinica, ma che presenta uno schema di trattamento più semplice (2 infusioni contro 5) e un costo molto più basso (circa 2500 € contro 6000 €).
Bibliografia
1. Breedveld FC. Therapeutic monoclonal antibodies. Lancet 2000; 355:735-41.
Data di redazione 12/2001 |